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Per la serie…”a volte ritornano”: Angels for Travellers

16 Mag

Non scrivo sul mio blog dal lontano novembre, shame on me!

Ma è stato un periodo di tanti impegni e quando ho dei momenti di relax sono refrattaria al pc, chiaramente.
Ultimamente mi sto districando tra il progetto bikesharing di CleaNap, che ci da tante soddisfazione e tanti crucci, la PJA e la social innovation (chi è costui?) e un progetto a cui dedico il post, Angeli per viaggiatori.

Si tratta di una web community sul turismo sostenibile, ideata qualche anno fa da Stafano Consiglio, presidente del mio corso di laurea, post mia laurea (#anzianità).
Chi si iscrive può dare/ricevere un servizio gratuito, avere informazioni su un luogo da chi vi è nato e  conosce anche gli angoli più remoti.
In nome della glocalizzazione.

Perchè non provarci?
Are you planning a trip?

Angels for Travellers is a community of people (Angels) who are willing to help other people (Travellers) planning to visit their city.

Quanti viaggi che vi racconterò a brevissimo!

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Trippy Hippy RAINBOW

2 Set

To die, to sleep.
To sleep, perchance to dream. Ay, there’s the rub,
For in that sleep of death what dreams may come
When we have shuffled off this mortal coil
Must give us pause.

Morire, dormire.
Dormire, forse sognare. Sì, qui è l’ostacolo,
perché in quel sonno di morte quali sogni possano venire
dopo che ci siamo cavati di dosso questo groviglio mortale
deve farci esitare.

Non volevo tornare dalle vacanze.
Avrei voluto disperdere le mie tracce nel mare trasparente del Salento, mimetizzarmi nelle vaste pinete in cui l’assenza di ripetitori rende il cellulare fuori servizio. Volevo seppellirmi nella soffice e malleabile sabbia adriatica, nonostante il sole tramontasse dal lato sbagliato, dal mio punto di vista.
Che è un punto di vista tirrenico.

Non volevo proprio tornare dalle vacanze.
Perchè sapevo che mi aspettava. Il DUBBIO, l’incapacità di essere razionale o forse la capacità di esserlo. Ci sono momenti nella vita in cui devi prendere una decisione, perchè va così: trascorri un anno nel nulla che nulleggia ed improvvisamente un anno dopo hai troppe cose da valutare, treni da prendere al volo, che passano e non tornano. Il tutto senza scopo di lucro, perchè puoi cimentarti in tutto, ma guai a te se provi a pensare di costruire un futuro!
Certo, si vive anche di soddisfazioni. E tra le soddisfazioni c’è l’imbarazzo della scelta. Prima o poi avrò un monolocale di soddisfazioni se continuo così.
E poi c’è l’amore che si mette di mezzo: amore per una terra, amore per un lavoro, per chi ti sta accanto…Peccato che le tre declinazione dell’oggetto misterioso suddetto siano a 2000 kilometri di distanza tra loro -.-”
Ma si sa che Love is not enought, in itself.
E poi ci sono le mail…maledette mail. Che in un click provano a regalarti sogni e illusioni, ma che poi sono soltanto altro fumo negli occhi. Ed altri intasi di cui potresti benissimo fare a meno, perchè poi ognuno c’ha già i suoi, ammettiamolo. Ognuno ha le sue tarantelle, per ricordare con nostralgia una reminiscenza delle vacanze.
E poi che altro c’è? C’è la mia tattica, asolutamente deleteria: aspettare un’offerta che non potrò rifiutare. Intanto il tempo sta scadendo ed io con lui: PERUTA.
E poi c’è il dualismo metafisico d’origine cartesiana sull’età.
[Con questa affermazione non vorrei ferire gli amici filosofi per aver scomodato in vano qualche reminiscenza univeristaria]
A 27 anni si può sbagliare? Sei ancora giovane e puoi permetterti un passo falso o sei sotto i trenta e quindi hai la spada di Damocle puntata addosso? Perchè poi c’è questo timore che Damocle colpisca i trentenni? Le morti più frequenti hanno luogo a 27 anni e molti dei miei amici d’infanzia sono andati via a quell’età (non amici veri, di più, tipo Kurt Cobain, per intenderci!)

Ciò detto, il post ha una valenza terapeutica verso me stessa. Mi analizzo scrivendo qui sopra. Almeno è economico. Non temete non ho istinti suicidi, tutto ciò che desidero è andare a vivere in una comune. Anzi una comune hippie.