Crystalized

4 Nov

They’ll give us something
They’ll give us so much to forget
Or an offer to deal with it.
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With pencil and knife
You heard your love again
You wrestled your nightmares, the sweat from your bedsheets
This is all of it, this is everything I’m wanting to forget.

The winter sets in.
It has a way of crystallizing the bad times, the fevers, the heartaches
This is all of it, this is everyone I’m wanting to forget.

They’ll give us something
They’ll give us so much to forget
Or an offer to deal with it.

With pencil and knife
You heard your love again
You wrestled your nightmares, the sweat from your bedsheets
This is all of it, this is everything I’m wanting to forget.

A conoscermi

14 Ott

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A conoscermi
sono una persona tranquilla
ma a conoscermi superficialmente, però, tipo nella mezz’ora di chiacchiere, nella pausa crodino, nel facebook ridanciano, davanti alla TV a guardare Scrubs mentre Mucca sogna i gatti. Una persona pacifica, si direbbe.
Poi, a conoscermi bene, si comprende quanto io sia involucro freddo di un nocciolo rovente di rancore. Si comprende dalla valvola, dal sibilo della valvola. E’ talmente acuto che si sentono ululare i cani fuori. Mentre son tutto sorrisi 🙂 🙂 🙂   🙂
E odio.

Sono pratico dell’odio. Odio puro, quello senza rete. L’odio che non teme di odiare spaventato dalla scaramanzia, spaventato che gli auguri di cose terribili invocate sull’oggetto del mio odio possano tornarmi in faccia, anche solo in parte, come correnti di riflusso.

Sono esperto dell’odio che ha scavalcato i sensi di colpa, l’analisi critica della colpa, il concetto di condivisione della colpa, l’idea di torto e ragione un po’ e un po’. No: è colpa Sua. Punto.
In ogni caso, attivamente, passivamente, l’Altro ha Torto Definitivo.
Solo se muore siamo pari.

Credo che se non avessi avuto il senso di preziosità di Me e del mio tempo a venire, sarei già nel braccio della morte. Per dire. O morto ammazzato per aver tentato di ammazzare a mia volta.
Se non avessi avuto quell’ultima soglia con inciso “Adesso può continuare in due modi: lasci perdere, dimentichi e pensi alle cose che ami e che amerai, oppure vai con i Dieci Minuti di Mattatoio” ecco, se non avessi avuto questo avvertimento sull’ultima soglia prima dei Dieci Minuti di Mattatoio, oggi non sarei qui a scriverne, a disegnarne.

Disegnare e scrivere m’ha salvato e continua a salvarmi. Tutta la materia ustoria che altrimenti consumerebbe dapprima le mie viscere fino man mano poi agli strati esterni di contenimento, come il nocciolo di un reattore atomico fuori controllo, è mantenuta in equilibrio termico da un circuito di raffreddamento virtuoso e sublimatico: la narrazione e il segno. Le mie storie cattive, crudeli, amare, mi svuotano dalla rabbia e dall’astio e mi donano temporanei sonno e refrigerio. A volte addirittura sono curative e non lenitive: posso arrivare a dimenticare un torto, a non covare vendetta. Quasi.

Persiste una scoria tiepida in uno scrigno: il desiderio di vederti morto.
E la certezza che succederà. Un credito in pegno dalla malasorte tua.
Mi devi di crepare male. Io Aspetto.
Mentre chiacchiero aspetto.
Durante l’aperitivo aspetto.
Scrivo il mio status e aspetto.
Poi saremo pari.
Per questo sorrido.
🙂 🙂 🙂

Sentili. Cani di merda

CRONACHE DI UN AMORE ELETTRICO

29 Ago

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Si chiama Bee-Green Mobility Sharing e sarà un servizio fornito in città dal 05.09.
Rigorosamente elettrico, eco ed equo. 
Condivisione dei mezzi, riduzione dell’inquinamento acustico ed ambientale.
Smartness – o come direi io, “smartismo”.
Per tutte le info dettagliate,  consultate il sito www.bee.it.

Per info sulla mia storia con lei, eccola qui.
Io non guido, non so guidare. Ho la patente, ma non la macchina.
Poi guidare è un intaso: traffico, parcheggiatori abusivi, soldi che si liquefanno ad una pompa di benzina.
Non fa per me.
Poi mi piace camminare e così sopperisco alle deficienze dei servizi urbani napoletani.
[per inciso, le ztl senza un adeguato trasporto urbano efficiente non sono sostenibili]

Ad inizio agosto, mi propongono in dotazione una Bee. 
Direzione parcheggio Morelli, documenti  e via.
Sarà “mia” fino al 28.08.
Da allora è stato un crescedo d’amore elettrico.
La faccio guidare agli amici, io sono piccolina, ci vado comoda anche dietro.
La accendiamo: GO.
Due pulsanti R/D, solo acceleratore e freno, senza quei fatti di frizione che non so gestire.
E da allora: passeggiate al Virgiliano, mare alla Gaiola, giri in centro con zero problemi di parcheggio.
L’unica preoccupazione: trovare energia elettrica per la ricarica.
E quindi, in borsa diventa costante una prolunga, molto femminile come fatto.
“Colonizzo” il macellaio al piano terra del mio palazzo, il centro di analisi cliniche giù da me, box di amici e prese elettriche fortuite.
Ogni tanto sale un pò di ansia da ricarica, come le mamme che devono cercare i viveri per i figlioletti.

Per strada, è un tripudio di curiosità: gente che ti ferma per chiedere l’autonomia della ricarica, quanto fa all’ora, quanto costa, cos è il servizio Bee. E poi piace a tutti: dal borghesotto vomerese, agli ambulanti di vico Soprammuro, dove trovo accoglienza dal fantastico garage di Masaniello in cambio di una bottiglia di Aglianico.
Secondo i miei amici, la mia Bee va a vino.

Poi, arriva il momento delle vacanze sicule, ma la lascio in buone mani. 🙂
Però mi manca quel silenzio e al mio ritorno, trovo il coraggio: la Bee la guido io. 
E quindi, piccoli tratti: S. Rosa – C.so Vittorio Emanuele, di giorno e poi anche di notte. 
Assoporo l’emancipazione.
E’ bello non dover scroccare passaggi agli amici, per una volta!
E poi, parcheggi a via Bellini, coadiuvati dal un amorevole e premuroso parcheggiatore abusivo (categoria che eliminerei dalla faccia della terra, ma con Bee, sono tutti più gentili!) all’urlo di: “Signurì, caricat’, caricaaat. Offetta a piacer”“, lavavetri che stabiliscono primati e si offrono volontari: “non ho mai lavato nu vetr’ accussì piccrill, posso?'”, cuozzi a “lungomareliberato” (santoiddio -.-”, via Caracciolo si chiama!!!) che ti sorridono e ti posteggiano con grazia e leggiadria, nonostante l’assimilazione consonantica regressiva: “ma è elettica?

Ahimé, arriva il momento dell’abbandono. Non me la sento. Lutto postatomico per me.
Svegliarsi la mattina sapendo di non doverla caricare… resterei a fissare il soffitto fino al giorno in cui non ritornerà con me. Parte il countdown: 

                          GIORNI         ORE

        MINUTI           SEC.

LET IT BEE!!!

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Bee mine!

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…mangia, piccolina!

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il pendio dell’abbandono 😦

 

♪♫♪♫ SOUNDTRACK ♪♫♪♫:

AIR: BE a BEE
http://www.youtube.com/watch?v=6ixP2lygOUI

 
 
 

 

 
 
 

TATTOO

27 Lug

Torno dopo più di due mesi.
Due mesi belli, pieni di cose importanti, impegnative, divertenti, schizzate, esaurite, NUOVE.

Poco da dire, tanto da fare. 🙂

Per i più curiosi, si può consultare il blog http://www.cleanap.wordpress.com per saperne di più.
…Ma io non sono solo CleaNap!

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be here now

25 Mag

Ciò detto,
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Forse -orientativamente – questo?

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this isn’t happiness

20 Mag

Improvvisamente sull’ipod parte la tua voce.

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Nonostante la primavera, la città non ha più quei bei colori, avevi ragione tu, come sempre.

Menschliches, Allzumenschliches

16 Apr

Se rileggo gli ultimi post, mi vengono i brividi.
Fortunatamente, Astolfo mi ha recuperato il senno sulla Luna.

Quest’ultima settimana è stata molto impegnativa.

Giovedì io e i ragazzi di CleaNap siamo stati ospiti a PiazzaPulita, il programma di La7 con Corrado Formigli. La puntata è stata dedicata alle ultime vicessitudini della Lega Nord: scandali, furti, il Trota, Rosy Mauro, i verdi e volgari cori da stadio e tutte le buffonate di Salvini a cui siamo abituati, ormai.
A proposito dell’ultima manifestazione/apologia, quella in cui Maroni ostentava una scopa, siamo stati convocati per “contrapporci” al vecchio modo di fare politica.
Io di partiti non ne voglio mai parlare, quando sono in veste CleaNap. In veste personale, odio tendenzialmente tutti. Certo, le destre le odio di più per questioni ideologiche.

Fatto sta, che il mio intervento in tv è stato minore di 5 minuti di celebrità. Saranno stati 30”, ma spesi bene. Non ve lo dico il minutaggio. 😛

Le cose che ho detto, dopo una giornata di brainstorming con i ragazzi, credo siano state pungenti ed efficaci, ho usato termini che in tv e in politica non si sentono più. Eppure gli onorevoli sono loro.


Il nostro fare #Piazzapulita è del tutto antitetico rispetto allo loro ostentazione, che dal nostro punto di vista è più un’ostentazione di facciata, è come mettere la polvere sotto un tappetino, per calmare gli animi irosi dopo gli scandali.

Noi invece scendiamo nelle piazze di Napoli con scope, palette, guanti per riprendere possesso di un territorio che ci era sottratto dalla cattiva gestione. Tutti insieme, dal basso, agire personalmente, non delegare più, perché pensiamo che la politica fatta di parole sia ormai da accantonare, da spazzare via.

Il mio italiano “forbito” (in realtà normale, ho soltanto evitato di dire “vaffanculo” e “che c’azzecca” come fanno loro da Bruno Vespa) e l’emozione palese sono ulteriori segnali di quanta differenza c’è tra la gente comune, il 99% e i VIP della politica. Vabbè poi, lasciamo perdere, ammetto di aver fatto la versione in prosa dei miei pensieri, un mio amico mi ha detto: “sembravi la figlia Berlinguer”, però! 🙂
[certo, il termine tappetino, lo potevo evitare!]

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Mentre sabato 14 sono stata ospite al TEDxNapoli.
Un’esperienza fantastica, assolutamente.
Crisis and Creativity, old fellows è il filo conduttore che ha ispirato l’organizzazione del TEDxNapoli, un evento indipendente nato in seno all’organizzazione no-profit TED (Technology, Entertainment and Design), conference americana che dal 1984 offre visibilità ad “idee che vale la pena diffondere”.
Napoli è una città ricca di contraddizioni, per antonomasia. Bella e complicata, ricca di vita e malinconica. Quale migliore scenario per introdurre e presentare undici esperienze (locali ed internazionali), nate in momenti critici e gestite con creatività?

Valeria del Riot, dello staff organizzativo, mi ha contattato lo scorso luglio per parlarne. Lei è stata anche a qualche appuntamento CleaNap, quindi ha vissuto dall’interno le nostre performances.
Mi disse del TEDx e ci siamo mantenute in contatto. Da qualche mese a questa parte ci siamo viste periodicamente, mi ha presentato via Skype Karolina, il cuore della sfida TEDxNapoli, con cui abbiamo definito un pò l’intervento.
Poi con i ragazzi del Riot abbiamo fatto le prove, realizzato gli accorgimenti (foto/video)…il tutto in un clima di completa dedizione, serietà ed innovazione. E’ stato un onore per me esserci!

Venerdì, ho conosciuto tutti gli altri speakers ad un aperitivo super chic a Chiaia: Sushi Napoletano per tutti! E sabato, la “bella”…Non ero molto agitata, non lo sono mai, anche ai tempi dell’Università non lo ero! Fino allo speech prima del mio, quando poi ho iniziato ad essere come una foglia al vento. 🙂

Human, all too human/Menschliches, Allzumenschliches.

Ho ovviamente litigato con il microfono – non sapevo come apporlo e alla fine l’ho retto in mano- ma tutto sommato lo speech è andato bene. E poi dopo il mio intervento ho potuto godermi lo spettacolo…Oltre la realtà di CleaNap, tante bellissime storie che vale la pena condividere. Momenti di risate, di creatività, di cibo e degustazioni, di musica e di commozione, il tutto in un pomeriggio altamente stimolante.
Ora vi linko la pagina di tutti gli speakers, ma in questi giorni mi riprometto di fare un post ad hoc.
Vi posto il video asap!

Ed infine, una citazione su LA CRISI, migliore di Morgan e dei Bluvertigo.

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

Albert Einstein

Di presunti trentenni, postadolescenza e vecchie imbellettate

26 Mar

Da qualche lunedì a questa parte, c’è l’accollo del lunedì.
Casualmente online sono imbattuta in Zerocalcare.it.

Tipo un blog però a fumetti. Una storiella ogni lunedì mattina. Ci si prova.
(Lo so che chiunque mi conosce già ride perché a me è la costanza che mi ha sempre fottuto, però se ci riesco significa che sono uscito dall’adolescenza lunga)

Tra le mie strisce preferite, c’è quella chiamata PERCHE’ NON POSSIAMO DIRCI TRENTENNI, che consiglio fortemente a tutti i miei coetanei (io ne ho solo 28 di anni, sono una pischella!) ed oltre.

Una delle cose più belle che ho letto è questa:

La questione Cobain, sconvolge sempre anche me. Evviva Peter Pan!

Ecco qualche info in più direttamente dalla page FB di Zerocalcare. (No, non è mio fratello).

[#drammatico preludio] Zc, giovane e promettente talento capitolino, infrocia violentemente con il mondo del lavoro salariato. Preso atto dell’incompatibilità anche a breve termine (figuriamoci a lungo) con questa dimensione, il Nostro si prodiga nella ricerca di loschi sotterfugi per svoltare da vivere.

“Non rimarrà niente di ciò che siamo, ribelli al nostro destino piccola minaccia in un tempo sbagliato”.

Tempo più sbagliato del ventunesimo secolo è difficile immaginarlo, non ci sono più diligenze da rapinare, lo spaccio come forma di autoreddito cozza troppo con la rigida morale straight edge, e il “punk” sta su Emtivì.
Da qui, l’idea di disegnare per campare. Aspettando la rapina del secolo.

[#e prima? e mo’?] L’imberbe Zc si trova così a disegnare illustrazioni di libri per fanciulli e mentecatti, locandine e manifesti attacchinati in quartiere malfamati, flyer distribuiti nelle più sordide occasioni, fumetti per fumose fanzine di località lontane. In questo momento disegna strisce per un giornale che non ha mai comprato e nemmeno visto, e manifesti per un’ente che non si dice che se scoprono sto sito magari lo licenziano

[#embé? e al popolo?] Il popolo dovrebbe sapere che Zc esiste e disegna in modo che, invece di arricchire le multinazionali dell’illustrazione, si dia lavoro anche al buon Zc che a prezzi stracciaterrimi e miserabili è felice di allietare fanzine manifesti flyer tatuaggi copertine di dischi libretti dei cd siti internet ecchippiunneappiunnemetta con i suoi scarabocchi. Garantiti ricchi premi e cottillon per ringraziare di aver scelto Zc.

[#copirait, chi era costui?] Da bravo ggggiovane troppo ribbbelle e alternativo Zc sostiene la libera circolazione delle idee, detto questo Zc ha trovato i suoi fumetti su un sito nazi e questo non va bene, quindi Zc comunica che sarebbe ben felice di essere contattato e messo al corrente dell’uso che viene eventualmente fatto dei materiali presenti sul suo sito.

A proposito di #copirait, ora lo contatto e faccio outing per il copia-incolla.

Per i più impegnati, ZERO TOLLERANZA.

Hiroshima mon amour

20 Mar

ODE AL GIORNO FELICE

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.

Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

Pablo Neruda


“È probabile che noi moriremo senza esserci mai più rivisti.”
“È probabile, sì. Salvo forse un giorno, la guerra.”
“Sì, la guerra.”

rossella urro blogging day

29 Feb

il silenzio che stordisce.
Quello dei media, che per mesi hanno glissato sull’argomento VS quello delle persone come Rossella, che investono una vita per cercare di migliorare le vite altrui.

Rossella e tutti gli altri, liberi!