High Fidelity

19 Feb

Post-adolescenza. Alta Fedeltà.
Non l’avevo letto prima perchè non c’ho pensato.


*Ecco, per stilare una classifica, le cinque più memorabili fregature di tutti i tempo, in ordine cronologico:
Alison Ashworth.
Penny Hardwick.
Jackie Allen.
Charlie Nicholson.
Sarah Kendrew.
Ecco, quelle che mi hanno ferito davvero. Ci vedi forse il tuo nome lì in mezzo, Laura?
Ammetto che rientreresti fra le prime dieci, ma non c’è spazio per te tra le prime cinque; sono posti destinati a quel genere di umiliazioni e di strazi che tu semplicemente non sei in grado di appioppiare. Questo forse suona più cattivo di quanto vorrei, ma il fatto è che noi siamo troppo cresciuti per rovinarci la vita a vicenda, e questo è un bene, non un male, per cui se non sei in classifica, non prenderla sul piano personale. Quei tempi sono passati e che liberazione, cazzo; l’infelicità significava davvero qualcosa, allora. Adesso è solo una seccatura, un pò come avere il raffreddore o essere al verde. Se volevi veramente incasinarmi, dovevi arrivare prima.

*Ecco come festeggio il mio ritorno al REGNO DEI SINGLE: mi siedo sulla mia poltrona, quella che resterà con me, e tiro fuori dei pezzetti d’imbottitura dal bracciolo, accendo una sigaretta, anche se non ne ho nemmeno tanta voglia, solo perchè adesso sono di nuovo libero di fumare in casa quando mi pare e piace


*Io per me, appena torno a casa metto su i Beatles. Abbey Road, probabilmente, anche se programmerò il cd perchè salti Something. I Beatles sono le figurine delle gomme americane, e Help visto al cinema, il sabato mattina, e chitarre giocattolo di plastica e Yellow Submarine cantata a squarciagola dall’ultima fila di sedili in fondo al bus, durante le gite scolastiche. I Beatles sono solo i miei, non i miei e di Laura, non i miei e di Charlie, non i miei e di Alison, e anche se mi daranno delle emozioni, non saranno mai brutte emozioni.

*E non finisce qui. Per colpa di questa Baby I Love Your Way nella versione di Marie LaSalle, mi ritrovo in preda a due stati d’animo palesemente contraddittori: a) Tutto ad un tratto avverto la mancanza di Laura con una passione che mi è stata del tutto assente negli ultimi quattro giorni; b) Mi innamoro di Marie LaSalle.

*Io non conosco nessun Ian. Laura non conosce nessun Ian. Siamo stati insieme tre anni, e non ho mai sentito nominare uno Ian. Non c’è nessuno Ian nel suo ufficio. Non ha nessun amico che si chiami Ian, non ha nessun’amica che stia con uno Ian. Non mi spingerò fino a sostenere che non ne abbia mai conosciuto uno in tutta la sua vita – potrebbe esserci stato uno Ian a scuola, benchè Laura abbia studiato in un istituto esclusivamente femminile – ma sono sicuro che dal 1989 ad oggi Laura è vissuta in un universo non-ianico. E questa salda certezza, questo ateismo ianico, dura finchè non arrivo a casa.

*”Ce l’hai la soul?” mi domanda una donna, il pomeriggio del giorno dopo. Considerando che vuol dire anima, vorrei risponderle: dipende, certi giorni si, certi giorni no. Qualche giorno fa ero a zero; adesso ce ne ho un sacco, fin troppa, più di quella che posso gestire. Vorrei avere mano alti e bassi ed essere più equilibrato, ma non ci riesco. Capisco però che costei non è affatto interessata ai miei problemi di gestione del magazzino interiore, così mi limito a puntare un dito verso gli espositori dove tengo la soul, vicino all’uscita, appena dopo il blues.


*Ho fatto e detto queste cose? Si. Ci sono circostanze atteniuanti? No, davvero, a meno che qualsiasi genere di circostanza possa essere considerata un’attenuante. Ma prima di esprimere un giudizio, benchè sia probabile che ne abbiate già formulato uno, provate a scrivere le quattro cose peggiori che avete fatto voi al vostro partner, anche se il vostro partner non sa niente. Non indorate la pillola, non cercate di spieegarle, scrivetele punto e basta, stendete la classifica, con le parole più semplici possibile. Fatto? Ok, allora adesso lo stronzo chi è?


*Chiedere di fare un salto a bere qualcosa, più tardi, è quasi come proporgli di prendersi un anno di ferie per venire a fare il giro del mondo con te. Più tardi, DOPO, può significare più tardi nel corso dello stesso mese, dello stesso anno, o del decennio novanta, ma mai più tardi lo stesso giorno. “Più tardi, stasera?” Restano esteerrefatti, basiti, quasi divertiti e nella maggior parte dei casi non possono nemmeno crederci.

*”Sono troppo stanca per non stare con te”
“Così, scusa un attimo, se tu avessi più energie, continueremmo a non stare insieme. Ma visto le cose come sono, siccome ti senti a pezzi, ti piacerebbe ci rimettessimo insieme”
Annuisce. “E’ tutto troppo difficile. Forse in un altro momento avrei il fegato di starmene da sola, ma adesso, no”
“E di Ray che mi dici?”
“Ray è un disastro, non so proprio come sono finita in questa storia, davvero, senonchè certe volte c’è bisogno di qualcuno che, come una bomba a mano, scoppi nel bel mezzo di una relazione malmessa, facendola saltare”
” E adesso che la relazione malmessa è saltata in aria e tu ne sei fuori, vorresti rimettere assieme i cocci?”
“Si, lo so che non è molto romantico. Ma probabilmente in un’altra fase ci saranno anche le parti romantiche. Comunque sento che ho bisogno di stare con qualcuno, e qualcuno che conosco e con cui vado d’accordo, e tu mi hai fatto capire senza mezzi termini che vorresti che tornassi indietro, e così…”
E volete sapere una cosa? Tutto ad un tratto precipito nel panico e mi sento male e vorrei farmi dipingere i logo di qualche casa discografica sulle pareti di casa o andare a letto con cantanti americane sotto contratto discografico. Prendo Laura per mano e la bacio sulla guancia.

Di tanto in tanto, durante le prime settimane dopo il ritorno di Laura, provo a capire com’è la vita adesso: se meglio o peggio, e come sono cambiati i miei sentimenti per Laura, ammesso che siano cambiati, se sono più felice di prima, quanto tempo passerà prima che mi senta di nuovo bruciare la terra sotto i piedi, se Laura è diversa, com’è vivere con lei. Per qualche ragione, da quando è tornata, c’è meno tempo per pensare. Siamo troppo impegnati a parlare, lavorare o fare del sesso, a mangiare o andare al cinema. Magari dovrei smettere di fare queste cose, così potrei capire tutto meglio, sento infatti che questi sono momenti importanti. Ma forse no, forse non dovrei affatto smettere di fare tutte le cose che sto facendo; forse questa è la strada giusta. Forse è così che la gente riesce ad avere una relazione.

Spero di imparare a fare compilation anche io.
Ed ora, dopo il Libro dell’Inquietudine ed Alta Fedeltà, che mi leggo?

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Una Risposta to “High Fidelity”

  1. eri_trabiccolo 20 febbraio 2012 a 12:52 pm #

    Ahahah, bellissimo libro, e devo dire anche un’ottima riproposizione cinematografica.

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