Roma è un lager

26 Apr

Avete presente la storia Al Lupo, al Lupo?

La storia che da piccoli ci raccontavano per insegnarci che il gioco è bello quando dura poco.
Vi rispolvero la memoria:

In un villaggio viveva un piccolo pastore che di notte doveva fare la guardia alle pecore. Si divertiva a fare uno scherzo: mentre le altre persone erano a dormire egli cominciava a gridare: “Al lupo, al lupo!” Così tutti si svegliavano e accorrevano per aiutarlo. Ma dopo il pastore burlone rivelava che era stato tutto uno scherzo. Questo scherzo continuò per parecchi giorni, finché una notte il lupo arrivò veramente. Il pastore cominciò a gridare: “Al lupo, al lupo!”, ma nessuno venne ad aiutarlo perché tutti pensarono che fosse il solito scherzo.
Così il lupo si mangiò tutte le pecore e il pastore.

Ecco, questo è ciò che sta accadendo in Italia, anche nel mondo dell’arte contemporanea.
La cultura dominante in Italia è così bassa e meschina che ieri, giorno di festa per la Liberazione dal fascismo, alla visione di un’istallazione al Pigneto a Roma, s’è scatenato il panico.

L’installazione, certo non lascia indifferenti:

Anche a me quella fotografia m’ha fatto rabbrividire.
Il richiamo è così palese che non necessita di ulteriori spiegazioni.

L’installazione è passata per “neonazista” e nel giorno in cui i giovani PIDIELLINI mortificano la liberazione con le bandiere di Salò, si cercava il capro espiatorio. Da destra a sinistra tutti hanno condannano il gesto che rovina il paesaggio del Pigneto. Primo tra tutti anche Alemanno. Si, quell’Alemanno del MSI, del Fronte della Gioventù, sposato con la figlia di Rauti, le cui politiche sociali contro i Rom sono ben note a tutti coloro ancora dotati di intelletto.

Dato un certo schema culturale e di pensiero, faccio mia l’interpretazione della provocazione, che è ben raccontata da questa intervista su Il Fatto.

Ed ecco il video con l’intervista dell’artista, il cui nome è ancora taciuto.

D’altronde, i “clandestini” diventano “liberi”, solo con un contratto di lavoro ancora oggi.

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2 Risposte to “Roma è un lager”

  1. lameteora 28 aprile 2011 a 9:47 pm #

    are you a working class hero?

  2. emilianamellone 29 aprile 2011 a 10:04 am #

    Beh, io ci sto ancora lavorando su, però “conosco” qualcuno che ha provato ad esserlo:
    https://emilianamellone.wordpress.com/2010/12/08/lennon-rip/
    😉

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