DE UNITATE – 1 –

15 Mar

Il 17 Marzo, si festeggia il 150°esimo anno dell’Unità d’Italia.
Da piccola ero fan, mi ricordo che scelsi il Risorgimento come materia per la tesina di storia in terza media.

Gli anni passano, il romanticismo fa largo alla conoscenza e le opinioni diventano critiche.
Cioè si avvalgono di costruzioni e ragionamenti, non è che sono negative, fini a se stesse.
Comunque, la mia opinione personale la riserverò ad un altro post.

Ciò che voglio raccontarvi è la vicenda illuminata di Ferdinandopoli, un’utopia socialista ante litteram.

“Essendo giunti gli abitanti del luogo, con le famiglie aggregatesi, al numero di 134 (…), temendo che tanti fanciulli e fanciulle, che andavano sempre aumentando, per mancanza di educazione divenissero un giorno e formassero una piccola comunità di scostumati e malviventi, pensai di stabilire una Casa di educazione per i figli dell’uno e dell’altro sesso, servendomi, per collocarveli, del mio casino (…). Col tempo, poi, rivolsi altrove le mie mira, e pensai di rendere quella Popolazione utile allo Stato, alle famiglie e a ogni individuo, introducendo una manifattura di sete grezze e lavorate di diverse specie fin qui poco e malamente conosciute, procurando di ridurla alla miglior perfezione possibile, tale da poter col tempo servire da modello ad altre più grandi; utile alle famiglie, alleviandole dai pesi che ora soffrono e portandole ad una condizione di agiatezza da non poter piangere miseria come finora è accaduto, togliendosi ogni motivo di lusso con l’uguaglianza e semplicità nel vestire”.

Ai lavoratori delle seterie veniva assegnata una casa all’interno della colonia, era prevista per i familiari la formazione gratuita e qui il re istituì difatti la prima scuola dell’obbligo d’Italia femminile e maschile che includeva discipline professionali. Le ore di lavoro erano 11, mentre nel resto d’Europa erano 14.
Le abitazioni furono progettate tenendo presente tutte le regole urbanistiche dell’epoca, per far sì che durassero nel tempo (infatti ancora oggi sono abitate) e fin dall’inizio furono dotate di acqua corrente e servizi igienici. Le donne ricevevano una dote dal re per sposare un appartenente della colonia, anche se a disposizione di tutti vi era una cassa comune “di carità”, dove ognuno versava una parte dei propri guadagni. Non c’era nessuna differenza tra gli individui qualunque fosse il lavoro svolto, l’uomo e la donna godevano di una totale parità in un sistema che faceva perno esclusivamente sulla meritocrazia.
Era abolita la proprietà privata, garantita l’assistenza agli anziani e agli infermi, ed era esaltato il valore della fratellanza.

Insomma: uguaglianza, solidarietà, assistenza, previdenza sociale, diritti umani.
Era il 1789. Mentre a San Leucio si realizza un’utopia che vede le sue origine ne La Città del Sole di Tommaso Campanella, a Parigi c’è la cruenta rivoluzione.

« Sorge nell’alta campagna un colle, sopra il quale sta la maggior parte della città; ma arrivano i suoi giri molto spazio fuor delle radici del monte […] dentro vi sono tutte l’arti, e l’inventori loro, e li diversi modi, come s’usano in diverse regioni del mondo. »

(Tommaso Campanella, La città del Sole, 1602)

Quando si incominciarono a costruire i nuovi edifici il progetto si interruppe a causa della rivoluzione del 1799, della discesa di Napoleone Buonaparte in Italia e della nascita della Repubblica Partenopea. Tuttavia durante il governo francese di Gioacchino Murat dal 1808 al 1815 San Leucio ebbe comunque un ulteriore sviluppo industriale. In seguito alla Restaurazione il progetto della neo-città venne accantonato, anche se si continuarono ad ampliare industrie ed edifici, tra cui il Palazzo del Belvedere.

Il progetto utopico del re Ferdinando finì con l’unità d’italia quando tutto venne inglobato nel demanio statale, ma tradizione e qualità nelle produzioni di tessuti serici sopavvivono tutt’oggi.

La pianta di Ferdinandopoli, somiglia al Millenium Falcon, l’astronave-simbolo della trilogia classica di Guerre Stellari.

E chissà se George Lucas, sapeva di riprodurre la pianta integalattica della Ferdinandopoli mai costruita.

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4 Risposte to “DE UNITATE – 1 –”

  1. emilianamellone 15 marzo 2011 a 3:16 pm #

    George Lucas ambienta anche un episodio di star Wars alla Reggia di Caserta, secondo me, ne sa più di Renzo e Umberto messi assieme.

  2. vali 15 marzo 2011 a 3:30 pm #

    nn ho letto bene l’articolo, causa moltissima mancanza di tempo. Io sono per l’unità d’italia, mi piace venezia, bologna, il pandoro, la ferrari e il summer jamboree, per dire un sacco di cose. Come dici tu, è il revisionismo storico dei vincitori che mi sta sulle palle. Il regno delle due sicilie era grande, colto, ammirato, faceva paura. e perciò è stato distrutto, puntando su una delle sue falle: la corruzione. Ho avuto un professore di storia non filoborbonico, ma illuminato: che queste cose me le ha spiegate. spero sempre che chi è intorno a me queste cose le sappia. e quando non è così, mi dò da fare perchè sia informato. Ho amici in movimenti neoborbonici che ripeto, non appoggio in pieno, ma ne condivido l’idea di fondo. E sempre più mi chiedo il malcelato razzismo del nord, uno dei nostri grandi problemi, quali radici abbia nella nostra storia e nella sua rilettura.

    • emilianamellone 15 marzo 2011 a 3:39 pm #

      Gli estremismi sono eccessivi in ogni senso.
      Perchè poi sono etichette che stanno strette.
      Non insegnerò mai a mio figlio che Milano è solo nebbia.
      Però gli insegnerò che la storia non è solo quella dei vincitori e che la sua terra è un posto ricco di cultura.
      E che tocca a noi ridarle la luce e splendore.

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