VS Mulini a Vento

7 Mar

Ed ecco intanto scoprirsi da trenta o quaranta mulini da vento, che si trovavano in quella campagna; e tosto che don Chisciotte li vide, disse al suo scudiere: «La fortuna va guidando le cose nostre meglio che noi non oseremmo desiderare. Vedi là, amico Sancio, come si vengono manifestando trenta, o poco più smisurati giganti? Io penso di azzuffarmi con essi, e levandoli di vita cominciare ad arricchirmi colle loro spoglie; perciocché questa è guerra onorata, ed è un servire Iddio il togliere dalla faccia della terra sì trista semente».

«Dove, sono i giganti?» – disse Sancio Pancia.
«Quelli che vedi laggiù, – rispose il padrone – con quelle braccia sì lunghe, che taluno d’essi le ha come di due leghe. Guardi bene la signoria vostra, – soggiunse Sancio – che quelli che colà si discoprono non sono altrimenti giganti, ma mulini da vento, e quelle che le paiono braccia sono le pale delle ruote, che percosse dal vento, fanno girare la macina del mulino.

«Ben si conosce, – disse don Chisciotte – che non sei pratico di avventure; quelli sono giganti, e se ne temi, fatti in disparte e mettiti in orazione mentre io vado ad entrar con essi in fiera e disugual tenzone.»

Detto questo, diede de’ sproni a Ronzinante, senza badare al suo scudiere, il quale continuava ad avvertirlo che erano mulini da vento e non giganti, quelli che andava ad assaltare. Ma tanto s’era egli fitto in capo che fossero giganti, che non udiva più le parole di Sancio, né per avvicinarsi arrivava a discernere che cosa fossero realmente; anzi gridava a gran voce:

«Non fuggite, codarde e vili creature, che un solo è il cavaliere che viene con voi a battaglia.»
In questo levossi un po’ di vento per cui le grandi pale delle ruote cominciarono a moversi; don Chisciotte soggiunse: «Potreste agitar più braccia del gigante Briareo, che me l’avete pur da pagare.»
Ciò detto, e raccomandandosi di tutto cuore alla Dulcinea sua signora affinché lo assistesse in quello scontro, ben coperto colla rotella, e posta la lancia in resta, galoppando quanto poteva, investì il primo mulino in cui si incontrò e diede della lancia in una pala…”

El ingenioso hidalgo don Quixote de la Mancha – Miguel de Cervantes Saavedra


La mia rivoluzione è pioggia
sul bagnato, un castello di sabbia
e non lascerà
né infamia, né lode…

La mia rivoluzione sembra già
lottar contro mulini a vento.

Mulini a Vento, Carmen Consoli

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