Google Art Project: 3D killed the CANVAS star

2 Feb

Sono appena tornata dall’Hermitage di San Pietroburgo, dove ho acquistato le “Tre Grazie” del Canova, poi sono corsa a prendere la “Notte Stellata” di Van Gogh a New York, passando per Berlino, dove ho aggiunto alla mia collezione “L’isola dei morti” di Arnold Böcklin.

Da ieri si può, grazie alla nuova funzionalità di google, Google Art Project.
Avete presente la tecnologia satellitare utilizzata per Google Earth, che vi ha permesso di conoscere mesi prima le sembianze della via dove avete prenotato l’albego per le vacanze?
Ebbene, questa volta si osa molto di più.

Grazie ad Art Project, non solo possiamo vedere l’esterno dei musei, ma possiamo addirittura entrare ed esplorare i percorsi e guardare alcune delle opere d’arte che sono esposte al loro interno.
Il tutto corredato da opzioni informative (storia, ubicazione del museo, cenni sull’artista, etc.)

Tale progetto nasce dalla collaborazione di Google con 17 musei d’arte del mondo, tra cui figurano anche gli Uffizi. Grazie ad esso, l’arte, sembra sempre di più diventare accessibile ed ammirabile, gratuitamente, fino al minimo dettaglio, filtrato attraverso un gigapixel.

«Gli ultimi vent’anni hanno trasformato e reso più democratico il mondo dell’arte: un migliore accesso ai musei in molti paesi e una proliferazione di opere civiche», ha commentato Nelson Mattos, Vice President Engineering di Google. «Siamo entusiasti all’idea di avere collaborato con i più importanti musei del mondo per realizzare questa tecnologia allo stato dell’arte. Speriamo che ispiri persone di tutto il mondo ad avvicinarsi alle opere d’arte e ad esplorarle, anche nei loro dettagli più minuziosi». «Questa iniziativa è nata in un prima fase come uno dei famosi progetti ideati nel 20% del loro tempo da un gruppo di dipendenti di Google appassionati all’idea di rendere l’arte più accessibile attraverso Internet», ha dichiarato Amit Sood, Project Manager di Art Project. «Insieme ai musei partner di questa iniziativa globale abbiamo creato ciò che speriamo possa rappresentare un’affascinante risorsa per gli amanti dell’arte, studenti e visitatori casuali dei musei, affinchè possano visitare un giorno quei luoghi dal vivo».

Da ieri numerosi capolavori sono a portata di mouse, eppure una riflessione mi sorge spontanea.
Quanto questa virtualità dell’arte è positiva?
Tanto, sicuramente, in termini quantitativi.
Esiste ancora il fenomeno che Benjamin chiama “l’aura” dell’opera d’arte?
Quella sensazione, di carattere mistico o religioso in senso lato, suscitata nello spettatore dalla presenza materiale dell’esemplare originale di un’opera d’arte? Oppure, essendo ormai saturi di immagini, anche in presenza di un’originale, ne bypassiamo il valore non sentendo empaticamente più nulla?

Per me esiste ancora il fascino dell’originale, ma non posso negare che sempre più l’arte si connota come momento esperenziale e per l’approccio interattivo, non c’è più un reale interesse ed un’autentica emozione nella “mera” contemplazione.

Pochi giorni fa ho visto “I colori dell’anima”, film del 2004 che racconta la vita di Modì.
Ebbene, avrei voluto, anche per un solo istante vivere prima della rivoluzione delle avanguardie, essere Jeanne, soggetto ispiratore della gran parte dei suoi dipinti. Toccarli con mano e sporcarmi di pittura.

Altro che Click.

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2 Risposte to “Google Art Project: 3D killed the CANVAS star”

  1. Mariangela 2 febbraio 2011 a 5:17 pm #

    Adoro quel film…*_* anche se poco aderente alle realtà a quanto sembra….!
    Adoro Moudì…e la sua arte.
    Adorop i tuoi articoli…così vicini al mio modo di pensare.
    Non c’è niente di ppiù emozionante che toccare con mano un quadro prezioso…io l’ho fatto ed è stupendo! O_O
    Lunga vita a Google dunque….in quanto favorisce la democratizzazione dell’Arte…ma chi impara ad amarla desiderà poi vederla da vicino! un bacio. Mara

    • emilianamellone 2 febbraio 2011 a 5:41 pm #

      Adoro te che commenti direttamente sul blog!

      Stima a google che permetterà anche ai non conoscitori dell’arte di sapere quanta bellezza si può nascondere in un museo!

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