Un’altra donna, invece.

19 Gen

Esistono anche altre donne. Esiste San Suu Kyi, che dice: «Un’esistenza significativa va al di là della mera gratificazione di necessità materiali. Non tutto si può comprare col denaro, non tutti sono disposti ad essere comprati. Quando penso a un paese più ricco non penso alla ricchezza in denaro, penso alle minori sofferenze per le persone, al rispetto delle leggi, alla sicurezza di ciascuno, all’istruzione incoraggiata e capace di ampliare gli orizzonti. Questo è il sollievo di un popolo».

Ecco l’incipit del blog del direttore dell’Unità, Concita De Gregorio.
Bello spunto di rilflessione sulla condizione della donna oggi in Italia e contemporaneamente della condizione dell’uomo, a mio parere.

Il tema della Donna è sempre stato gettonatissimo sin dalle scuole elementari.
Lì tutti abbiamo imparato la vicenda dell’incendio della fabbrica di New York che avrebbe causato la morte di centinaia di operaie.
E poi, il toto-maturità: insieme agli immancabili “Ungaretti” e “L’uso del pc”, viene riproposto il tema della “Donna”.

Ma che significa “il tema della Donna”?
Che c’è nella condizione femminile tale da essere estrapolato dal proprio contesto quotidiano, per essere eletto ad una categoria idealistica? Probabilmente, se riconducessimo le conoscenze alla realtà, già sarebbe un passo avanti.

La Giornata Internazionale della Donna nasce con una valenza politica.
PO- LI-TI-CA, essendo stata introdotta in Italia dal Partito Comunista nel 1922.
Per saperne di più anche wikipedia potrà esservi d’aiuto.

Oggi noi donne italiane appariamo ridicole, a causa dei comportamenti di “qualcuno”, inculcati pazientemente attraverso anni ed anni di mortificazione mediatica.

L’ignoranza, la convenienza, il potere ed il denaro hanno fatto il resto.
Cosicché, siamo giunti alla cronaca odierna: giovani, avvenenti ragazze che per soldi e potere si vendono e si prostituiscono.

E poi ci sono le altre, a cui nessuno da voce.
Che telegiornale o quotidiano ha dato spazio alle lavoratrici dell’OMSA che subiscono la delocalizzazione?
Non conosciamo nessuno dei loro nomi.
Così come le operaie di tutta Italia, costrette a turni di lavoro alienanti o le insegnanti e maestre messe ad invecchiare in graduatoria.

Per non parlare poi della mia generazione.
Laureate ai call center per poche centinaia di euro al mese.
Ricercatrici precarie che si mantengono con ripetizioni private o lavori saltuari ed hanno il coraggio di crescere, magari diventando mamme.

Quest’anno molte delle mie amiche lo sono diventate, il che – oltre a farmi capire che siamo maledettamente cresciute – mi fa apprezzare il coraggio della loro scelta, in nome dell’amore, quello vero…

Per quanto mi riguarda, le piccole conquiste a cui sono approdata, mi hanno reso fiera di me stessa.
Ed hanno reso fiero mio padre, che lavorava alla FIAT di Pomigliano e continua ancora a chiamarmi “Dottoressa”, quando anche io, quasi, quasi me ne dimentico. 🙂
Noi siamo la maggioranza e non siamo necessariamente sfigate e bruttine, ma intelligenti.

C’è poi la condizione dell’uomo, oggi in Italia, altrettanto misera a mio parere.
Che uomo è un tronista? Io uno che si rifà le sopracciglia non lo voglio!
Nè posso tollerare i politici dispotici e gli ignoranti che comandano la televisione.
Nè posso ammettere giustificazioni maschiliste e filoschiaviste del tipo “la carne è debole”.

Se noi donne, dobbiamo ribellarci e gridare il nostro dissenso, anche i nostri compagni uomini lo devono fare con altrettanta forza e determinazione. Aderirò alla proposta del direttore De Gregorio e se volete farlo anche voi, vi basterà firmare qui.

Il problema a mio parere è assolutamente culturale e solo la conoscenza ci salverà.

«Chi non si muove, non può rendersi conto delle proprie catene.»

Rosa Luxemburg

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Una Risposta to “Un’altra donna, invece.”

Trackbacks/Pingbacks

  1. Qui ed Ora « Let's blog! - 14 febbraio 2011

    […] A me non piace essere scesa in piazza perchè Donna, le donne non sono una parte scissa della società, sono la società stessa. Il mio pensiero a tal proposito è ben chirificato in un post di un mesetto fa: Un’altra donna, invece […]

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