Favela Painting Project

3 Gen

Il primo post dell’anno è all’insegna della brevitas creativa: mi limito a riportare il contenuto del progetto Favela Painting segnalato dai miei “amici facebook” Domino Satoboy.

Sappiamo tutti cosa sono le Favelas. L’altra faccia del colorato brasile, le baraccopoli del degrado, situate nella periferia delle grandi metropoli carioca. Qualche tempo fa, in una di queste favela venne realizzato ‘Boy with Kite’. Eccolo:

Fu l’inizio di quello che divenne il Favela Painting Project.
Un movimento guidato da artisti olandesi Haas & Hahn, con l’obiettivo di trasformare la baraccopoli di Rio de Janeiro in opere monumentali di arte.

L’opera, situato nel cuore di Vila Cruzeiro, era l’orgoglio e la gioia degli abitanti. La realizzazione del dipinto, nel 2007 ha portato un sacco di attenzione positiva al quartiere e ai bambini che hanno collaborato con il duo olandese per la sua produzione.
Ma il tempo ha rovinato il disegno. Il sole cocente ha sbiadito i colori accesi, la pioggia ha spazzato via le parti della pittura, ma peggio di tutto, la pittura è stata colpita da proiettili durante le sparatorie.

Il ragazzo dipinto, una volta che il simbolo di orgoglio per tutti i giovani di Vila Cruzeiro è stato colpito alla testa da un proiettile vagante, un ricordo amaro del terribile pericolo con cui tutti i bambini nella favela devono costantemente convivere.

Gli artisti promotori dell’opera vogliono tornare a Vila Cruzeiro ed assumere un gruppo di ragazzi locali per insegnare loro come ridipingere l’opera d’arte, cosicchè gli abitanti possano nuovamente godere di questo simbolo colorato della speranza. Per fare questo ovviamente c’è bisogno di soldi e chiunque voglia può donare visitando semplicemente il sito www.favelapainting.com

Un altro fantastico progetto artistico per le favelas è quello creato per Praça Cantão, Communidade da Santa Marta. Esso si chiama “O Morro” (the Hill) ed ha il merito di aver trasformato la comunità locale nella più grande comunità dedita ad un esperimento d’arte sociale dei nostri tempi.

Quando leggo storie come queste non posso non amare l’arte contemporanea.
L’amo un pò di meno quando penso ai galleristi radical chic e ai viscidi magnati che stanno a Art Basel Miami Beach, ma forse la mia è solo invidia!

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