L’απολογία della Δημο-κρατία

17 Dic

Sono veramente stufa.
Oggi mi riapproprio del significato delle parole super inflazionate, consultando l’antico Zingarelli ingiallito della mia biblioteca materiale e l’immancabile amica digitale Wikipedia.

Ogni riferimento a persone o cose non è puramente casuale.

MODERATO: part. pass. di MODERARE; anche agg. Temperato, corretto, regolato.
Contenere entro i dovuti limiti, usare prudenza e misura.
Fautore di idee politiche aliene da estremismi. (bellissimo!!!)
Chi è incline al compromesso fra vecchi e nuovi sistemi di vita.

RESPONSABILITA’: s.f. l’essere responsabile;
Che deve rispondere o rendere ragione delle proprie azioni di fronte alla legge.
Consapevolezza.

LIBERALE: agg. chi professa dei principi di libertà civile o è fautore del liberalismo.
agg. inv. Chi manifesta spirito democratico e progressista.

PLURALISMO: s.m. Dottrina politica che si oppone ad una concezione totalitaria dello stato, dando rilievo ai diritti e ai compiti di comunità e associazioni intermedie.

DEMOCRAZIA: s.f forma di governo in cui la sovranità risiede nel popolo

DEMOCRATICO: agg. atteggiamento di chi è affabile, alla mano e tratta senza superbia gli altri

APOLOGIA DI REATO: (dal greco antico Από Λόγος e dal latino reatus) consiste nell’apologizzare, cioè nell’esaltare o difendere pubblicamente un’azione riconosciuta reato dalla legge della nazione in cui si vive.
Nel diritto italiano l’apologia di reato è prevista in due differenti aspetti: il più noto divieto di apologia del Fascismo, peraltro sanzionante la propaganda a favore della ricostituzione del partito Fascista e il divieto di apologia di delitto previsto all’art 414, comma 3 del codice penale. Contrariamente a quanto diffuso comunemente, infatti, l’ordinamento sanziona solo l’apologia dei delitti, cioè i reati particolarmente gravi, lasciando l’apologia delle contravvenzioni un comportamento legittimo. Differente è l’istigazione a delinquere trattata appunto dall’art. 414 c.p. e sanzionante l’istigazione a commettere reati, delitti o contravvenzioni che siano.

Se ne stanno spandendo di parole, sugli studenti, le manifestazioni facinorose, i disordini pubblici, le forze dell’ordine, manganelli vs sanpietrini e quant’altro.
Io non ero a Roma quel giorno.
Sono laureata dal 2009 e non ho mai maneggiato una busta paga.
Mando CV a molte multinazionali, anche bancarie, nei miei slanci vitali che ambiscono ad una tranquillità medio borghese.
Credo nella pace e nella tolleranza, ma entrambe questa parole sono sempre più utopiche a causa del potere circoscritto nella mani di pochi.
E gestito ad personam.
Credo che se non ci fosse stato il disordine del 14, le pagine dei giornali non avrebbero trattato della manifestazione con tanta veemenza.
Credo che il materialismo storico sia stata una tra le più grandi correnti di pensiero dell’Ottocento, ma sono stufa di simboli anacronistici.
Credo che se non c’è dialogo, la democrazia è un fantoccio da strumentalizzare.
Credo, mio malgrado, che sia inevitabile una rivoluzione violenta per abbattere il sistema.

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