Giovani disposti a tutto. NON PIU’

12 Nov

Ieri mattina, aggirandomi per piazza Garibaldi, ho avvistato dei manifesti che mi sono sembrati familiari.
Sono manifesti di “annunci di lavoro”, come tanti se ne trovano in rete, che riportano a grandi caratteri proposte di sfruttamento così tristemente verosimili al giorno d’oggi.

“Agenzia di pubblicità CERCA account junior con padre pronto a mantenerlo a vita”

Gruppo informatico CERCA giovani laureati con il massimo dei voti e la minima dignità”

E’ ovvio che si tratta di una provocazione.
Ciò che mi colpito è che 100 metri più avanti, questi manifesti sono sormontati da una grande scritta in rosso: NON +
Appena sono tornata a casa mi sono messa alla ricerca in internet ed ho rimediato una bella scoperta da condividere con tutti coloro che sono in questa condizione o che ci sono passati.

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Giovani disposti a tutto fa parte del nostro essere giovani oggi. Chi di noi, pur di lavorare è sceso a compromessi con la propria dignità???
Ovviamente non mi riferisco a metodologie da “velina”.
Faccio riferimento, ad esempio, agli stage che tutti siamo disposti a fare, senza retribuzione, con la speranza che essi si trasformino in qualcosa di concreto.
Il sito di Giovanidispostiatutto.it è da qualche tempo “occupato” da NON+.
Ci siamo mai fatti un esame di coscienza? Se non fossimo più disposti a tutto?? Se non lo fossimo più TUTTI, il sistema non potrebbe reggere.
L’italia, repubblica democratica fondata sullo stage, avrebbe i giorni contati.
Anche perchè, quanti degli stage per cui veniamo interpellati sono a norma? quanti retribuiti? (NESSUNO?) quanti rientrano nei 18 mesi post lauream e quindi coprono lo stagista con le dovute assicurazioni?
APRIAMO GLI OCCHI!!!

Se i datori di lavoro, fanno i loro porci comodi, anche noi – in quanto “generazione disperata”- abbiamo contribuito alla creazione di questo meccanismo. Un buon 40% di responsabilità è nostra e lo si deve riconoscere.

Io sono stata assunta con un contratto di collaborazione occasionale, l’anno scorso. Insieme a me c’era uno “stagista”. Ovviamente, per modo di dire, poichè aveva da tempo superato il tempo debito per fare uno stage. Dopo sei mesi di rinnovo (con un contratto part time a 400€, dichiarato a 200€, per pagare meno contributi), la nostra collaborazione è finita.
E mi sembra ovvio!
Perchè pagare una persona, se c’è qualcun altro che svolge le stesse mansioni gratis???
Questa è solo una delle tante esperienze che ognuno di noi ha vissuto. E scommetto che potreste raccontarne molte, altrettanto deprimenti, anche voi.

Citando il sito:
La storia di Giovani Disposti a Tutto è la storia della nostra generazione e della sua precarietà.
Quella di annunci di lavoro così incredibili da stare esattamente sul confine tra il tragico e il ridicolo, per i quali nessuno ha mai davvero pubblicamente riso, né si è mai davvero disperato.
Le centinaia di commenti e reazioni arrivate nel sito hanno raccontato una storia di prospettive mancate, speranze deluse, promesse tradite. Tutte vissute in solitudine.
Chi fa parte della nostra generazione individualistica ed atomizzata e’ sempre stato disposto a tutto.
A troppo.
Adesso siamo giovani NON + disposti a tutto.
Perché ormai abbiamo capito che da soli non potremo cambiare la nostre vite.

E’ impossibile non condividerne i propositi ed io, che sto vivendo un periodo di speranze utopiche, ci voglio credere e soprattutto voglio partecipare.
Magari è un pò tardi per segnalarlo, ma oggi alle 15.00 a Piazza del Gesù ci sarà un Flash Mob sulla quastione.
Per quanto mi riguarda, c’è il sole, non vedo perchè non andare. 🙂
Vi terrò aggiornati!
Ragazzi, attiviamoci! Non esistono colori politici in quest’iniziativa, siamo persone qualificate ed intelligenti, ma penalizzati da un sistema malato.
Mobilitiamoci, anche attraverso la ComunicAzione.
Libertà è Partecipazione.

Ecco un link di un articolo uscito su La Repubblica per approfondire l’argomento.

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Una Risposta to “Giovani disposti a tutto. NON PIU’”

  1. emilianamellone 13 novembre 2010 a 12:49 pm #

    La Cgil è dietro questa campagna come già metteva in evidenza ieri La Repubblica:
    http://www.repubblica.it/economia/2010/11/12/news/manifesti_giovani-9031659/

    Io sono adata a farci un salto, ma non ho trovato un’accoglienza combattiva e organizzata. Piuttosto, un cumulo di informazione stampata e un pò di delusione…

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