Death Bag. Macabra? Ecologica!

30 Ott

Signore e signori, vi presento la “DEATH BAG”, per gli amici “COFFIN BAG”.

Avete capito bene: “borsa della morte” o “borse bara”, il significato è chiaro e non da adito ad alcun dubbio.

La Death Bag è una produzione indiana, realizzata dalle designers Vedang Kulkarni e Aakanksha Rajhans. Essa partecipa all’ iida awards 2010, una competition, organizzata da designboom in collaborazione con Incheon Metropolitan City, una delle metropoli più grandi della Korea del Sud.

Utilizzando la forma di una bara, la “Death Bag” vuole sensibilizzare l’opinione pubblica a ridurre il consumo delle buste di plastica. In nome della tutela ambientale.
Secondo le parole delle designers:

“La plastica è un materiale molto conveniente e durevole. Tuttavia, il suo massiccio e spesso eccessivo utilizzo, si sta trasformando in una maledizione.Un sacchetto di plastica impiega oltre 500 anni per decomporsi, dovremmo smettere di usare questo materiale!”

Dietro l’idea della ‘DEATH BAG’ c’è l’intenzione di modificare le forme delle classiche buste di plastica da supermercato. Il sacchetto avrà la forma di una bara, grazie a poche pieghe origami. In questo modo, giocando sulla superstizione, quante persone andrebbero in giro con una borsa che sembra una bara?

Spero che questa idea trovi il giusto appoggio culturale per essere assimilata in ogni punto vendita, tanto per iniziare. Magari, prima o poi, ci sarà la tanto auspicata presa di coscienza sociale. Probabilmente, anche se il concept ambientale è sicuramente nobile, non sarà facile. Ciononostante esistono anche in Italia queste riflessioni, forse meno creative, ma l’importante è la sostanza.


Legambiente ha lanciato la petizione “Mettici la firma!”, presentando un dossier con tutti i numeri sugli shoppers e i loro danni all’ambiente. E’ stata una vittoria dell’ambientalismo con oltre 100mila firme.

Il Governo avrebbe comunicato la sua intenzione di rispettare la scadenza del primo gennaio 2011per l’entrata in vigore del divieto di commercializzazione dei sacchetti di plastica non biodegradabili che inquinano e consumano petrolio. Con questa  decisione, l’Italia si pone all’avanguardia, su questo fronte, tra i paesi industrializzati. E il provvedimento è di grande importanza anche per far progredire la raccolta differenziata dei rifiuti organici, per la quale la biodegradabilità dei sacchetti è indispensabile.

 

Tnx to designboom

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