Guerrilla Gardening & Enviromental Graffiti

27 Ott

Eco-compatibilità e sostenibilità sono temi di grande attualità riguardo le politiche ambientali dei paesi occidentali. Purtroppo conosco bene e sulla mia pelle le eccezioni negative, ma oggi focalizzo la mia attenzione su altro.

Sul rapporto contemporaneo tra arte ed ambiente.

 

S’iniziò alla fine degli anni ’60 con la Land Art ( o Earth Art), tendenza tramite la quale l’artista non rappresenta più la natura, ma agisce su/dentro di essa.
Da allora una serie di installazioni ambientali hanno stravolto la classica idea di fare arte.

Ciò che voglio proporvi oggi è una rilettura attuale di questa esigenza.
Da anni aleggia sul mio pc questa immagine, che salvai da qualche sito tempo fa:

 

In this Spore Borne Air – Anna Garforth & Eleanor Stevens

Si tratta di un’istallazione realizzata dall’artista londinese Anna Garforth in collaborazione con l’amica e poetessa Eleanor Stevens, autrice della poesia da cui è tratta la frase.

Il titolo dell’opera è un gioco di parole: Mossanger è una crasi ottenuta da “moss“, muschio, e “messanger“, che riconduce al messaggio.

Comunicare attraverso il muschio è l’idea geniale di due artiste che hanno reinventato il classico writing, in maniera eco-compatibile e non invasiva rispetto all’ambiente. Le lettere sono realizzate in muschio e fatte aderire alle pareti con un preparato a base di yogurt e zucchero.

“In this Spore borne air rappresenta il vento di cambiamento e movimento, semi che germinano, spore di muschio nell’aria, umidità, potenziale. Watch your skin peel può essere visto come una metafora del cambiamento cosciente, del corpo umano in uno stato di flusso costante, il gettare da parte la materia morta e la rigenerazione”. ( Anna Garforth & Eleanor Stevens)

Watch your skin peel – Anna Garforth & Eleanor Stevens
Si è parlato di Guerrilla Gardening e di Enviromental Graffiti ed è un fenomeno che si sta diffondendo molto, in UK e USA.
La prossima artista che vi propongo, lavora a New York. Anche Edina Tokodi, usa il muschio per “disegnare en plain air”, ma in qualche modo rivendica il suo appartenere all’ambito dei writers, usando gli stencil in modo alternativo.

Speriamo di vedere queste opere quanto prima anche in Italia e non solo (come è già accaduto a Perugia per Anna ed Eleanor) in sedi museali.

 

 

 

 

 

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